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Pubblicità su ChatGPT: Cosa cambia quando gli annunci entrano nelle conversazioni

Fino a poco tempo fa, cercare qualcosa online significava scrivere poche parole su Google e scorrere i risultati. Oggi sempre più persone fanno un’altra cosa: aprono un assistente AI e raccontano cosa stanno cercando. E dentro quella conversazione, adesso, possono comparire anche gli annunci.

Da fine agosto la pubblicità su ChatGPT è arrivata anche in Italia, mentre Google sta portando i suoi annunci dentro AI Mode. Non si tratta dell’ennesimo formato da aggiungere alla lista: cambia il momento in cui un brand incontra le persone e, di conseguenza, il modo in cui conviene pensare le campagne.

Pubblicità su ChatGPT: un annuncio dentro una conversazione

Su un motore di ricerca tradizionale, l’annuncio compare accanto ai risultati. In una chat con l’AI, invece, arriva mentre la persona sta ancora ragionando: spiega un’esigenza, chiede un confronto, aggiunge dettagli. Spesso non ha ancora deciso cosa vuole, sta costruendo i criteri con cui scegliere.

Chi chiede a ChatGPT una scarpa leggera e impermeabile per qualche giorno in montagna, ad esempio, sta già dando molte più informazioni di chi scrive “scarpe trekking” su Google. Per un brand significa poter essere presente in un momento molto più ricco di contesto, ma anche più delicato: se l’annuncio non è davvero pertinente, diventa solo rumore.

Come funziona la pubblicità su ChatGPT in Italia

Prima di valutare il canale, conviene conoscerne i confini. Gli annunci sono visibili a chi usa le versioni gratuite di ChatGPT, Free e Go, mentre i piani a pagamento ne sono esclusi. Il pubblico raggiungibile, quindi, non coincide con tutti gli utenti.

Anche i settori contano: e-commerce, servizi locali, travel, software e formazione sono ammessi, mentre in Europa finanza, sanità, legale e settori regolamentati come alcol e gioco sono esclusi o limitati. In questa prima fase, in Italia l’accesso passa soprattutto dal team pubblicitario di OpenAI e dalle agenzie partner.

C’è poi una distinzione da tenere presente: comprare un annuncio non significa comparire nelle risposte di ChatGPT. L’annuncio è uno spazio sponsorizzato accanto alla risposta; essere citati dall’AI in modo organico è un lavoro diverso, che riguarda i contenuti, l’autorevolezza e la reputazione del brand.

Google AI Mode: quando l’annuncio diventa una risposta

Google si muove nella stessa direzione, ma parte da un vantaggio: la ricerca è già il suo terreno. Con AI Mode gli annunci si stanno trasformando in contenuti che rispondono alla domanda dell’utente, fino a comparire dentro i suggerimenti generati dall’AI o a rispondere direttamente alle domande di chi sta valutando un acquisto. Questi formati sono per ora in test negli Stati Uniti, ma indicano chiaramente la strada.

Più automazione significa meno lavoro manuale, non meno responsabilità. Quando è l’algoritmo a generare titoli e testi, resta all’azienda e all’agenzia il compito di verificare che siano coerenti con il brand. Anche perché, con l’AI Act, alcuni contenuti generati dall’intelligenza artificiale vanno dichiarati come tali.

Pubblicità conversazionale: da dove partire

Non serve correre, ma nemmeno aspettare che il canale diventi affollato. Il primo passo è capire se ha senso per il tuo business: il tuo settore è ammesso? Il tuo pubblico usa davvero questi strumenti? Le persone cercano la tua offerta con domande articolate, più che con parole chiave secche?

Se le risposte vanno in questa direzione, conviene partire con test contenuti, misurando non solo i clic ma il ruolo che il canale ha nel percorso d’acquisto. E lavorare in parallelo sui contenuti del sito, perché un brand che l’AI conosce e riesce a spiegare bene parte sempre avvantaggiato.

Domande frequenti sulla pubblicità su ChatGPT

La pubblicità su ChatGPT è disponibile in Italia?

Si, sarà disponibile dal 24 agosto 2026. In questa prima fase l’accesso passa soprattutto dal team pubblicitario di OpenAI e dalle agenzie partner, con il self-service in progressiva apertura.

Gli annunci influenzano le risposte di ChatGPT?

Secondo OpenAI no: gli annunci sono gestiti da sistemi separati dal modello e restano distinti dalla risposta. Essere citati nelle risposte organiche dipende da altri fattori, come la qualità dei contenuti e l’autorevolezza del brand.

La pubblicità su ChatGPT sostituisce Google Ads?

No, almeno per ora. È un canale in più, utile soprattutto quando le persone cercano con domande articolate. Il ruolo che può avere va valutato in base al settore, al pubblico e agli obiettivi, insieme agli altri canali.

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