Un’azienda investe in una campagna Google Ads. Gli annunci sono curati, le parole chiave scelte con attenzione, il budget adeguato. Le persone cliccano, ma una parte di loro chiude la pagina prima ancora di vederla comparire. Quel clic, però, è stato pagato comunque.
Quando una campagna non converte, di solito si guarda agli annunci, al pubblico o all’offerta. Molto più raramente si guarda alla pagina su cui le persone atterrano. Eppure la velocità del sito è uno dei primi fattori a decidere se quel traffico diventerà un contatto, una richiesta o una vendita.
Velocità del sito: quanti siti superano davvero i parametri
Per misurare la velocità di una pagina Google usa i Core Web Vitals, tre parametri basati sull’esperienza reale degli utenti. Secondo il Web Almanac 2025 di HTTP Archive, che analizza i dati di navigazione di milioni di siti, solo il 48% dei siti su mobile e il 56% su desktop superano tutti e tre i parametri. In altre parole, da smartphone più di un sito su due non offre un’esperienza considerata buona.
Il punto più critico è il caricamento del contenuto principale: su mobile solo il 62% dei siti ottiene un risultato buono su questo parametro, contro percentuali più alte per reattività e stabilità della pagina. È proprio il momento in cui una persona decide se restare o tornare indietro.
Letto dal lato di un’azienda, questo dato ha due facce. Se il sito è lento, si è in buona compagnia, ma si stanno perdendo contatti. Se il sito è veloce, invece, si ha un vantaggio concreto su molti concorrenti, soprattutto per chi viene raggiunto da mobile.
Sito lento, campagne meno efficaci: il legame con il budget ADV
Campagne, social, newsletter e posizionamento organico hanno un punto d’arrivo comune: le pagine del sito. Se quelle pagine sono lente, ogni canale perde efficacia nello stesso momento, per lo stesso motivo. Si investe per portare persone sul sito e poi le si perde sulla soglia.
Su Google Ads l’effetto è ancora più diretto. L’esperienza sulla pagina di destinazione è una delle componenti del punteggio di qualità, che contribuisce a determinare la posizione e il costo degli annunci. Una landing page lenta, oltre a convertire meno, può rendere più cara ogni visita.
L’errore più comune è considerare la velocità un tema esclusivamente tecnico, da delegare a chi gestisce il sito e separato dalle scelte di marketing. In realtà è la condizione che permette a tutto il resto di funzionare.
Come capire se il tuo sito è lento
Un buon punto di partenza è PageSpeed Insights, lo strumento gratuito di Google che analizza una pagina e ne misura i Core Web Vitals. Il Largest Contentful Paint (LCP), il parametro più spesso insufficiente, indica quanto tempo serve perché compaia il contenuto principale, l’Interaction to Next Paint (INP) misura quanto la pagina risponde rapidamente alle interazioni, mentre il Cumulative Layout Shift (CLS) valuta quanto gli elementi si spostano durante il caricamento.
Conta molto anche cosa si analizza. La homepage è spesso la pagina più curata, ma non sempre è quella che riceve il traffico. Un e-commerce può avere una home rapidissima e schede prodotto appesantite da immagini non ottimizzate e script aggiunti nel tempo. Per questo conviene controllare soprattutto le pagine su cui atterrano le campagne, e sempre nella versione mobile.
Da dove partono gli interventi
Molti rallentamenti nascono da elementi che si accumulano senza che nessuno se ne accorga. Immagini caricate a piena risoluzione, plugin installati per una funzione e mai rimossi, strumenti esterni come chat, widget e pixel di tracciamento che si sommano pagina dopo pagina. Spesso già una revisione di questi elementi, insieme a un sistema di cache e a un hosting adeguato al traffico, porta miglioramenti visibili.
La soluzione più efficace, però, è pensare alla velocità fin dalla progettazione, invece di recuperarla dopo. Lavorando sia sui siti sia sulle campagne, in NESS guardiamo sempre alle due cose insieme: una pagina veloce rende più efficace ogni euro investito per portarci traffico.
Domande frequenti sulla velocità del sito
Quanto deve essere veloce un sito?
Non esiste un numero valido per tutti. PageSpeed Insights indica per ogni metrica se il risultato è buono, da migliorare o scarso, ed è un riferimento utile da cui partire.
La velocità del sito influisce sulla SEO?
Sì. I Core Web Vitals rientrano tra i segnali di esperienza della pagina che Google considera, anche se qualità e pertinenza dei contenuti restano centrali.
Per rendere il sito più veloce bisogna rifarlo?
Non sempre. Spesso bastano interventi mirati; se invece la struttura è datata, può convenire progettarlo di nuovo con le prestazioni come priorità.
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